Le risorse idriche

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Le risorse idriche 2017-01-31T02:37:47+00:00

Il territorio nel quale si inserisce TEEM è caratterizzato da una straordinaria presenza dell’acqua, prezioso elemento che, da sempre, ha garantito lo sviluppo delle attività agricole tipiche della Lombardia. Il quadrante Est-Sud della Grande Milano è ricco di acque sia nel sottosuolo (la falda risulta abbondante e, spesso, affiorante) sia in superficie. La variegata rete idrografica comprende sia corsi d’acqua maggiori, tra i quali figurano i Fiumi Lambro e Adda, i Canali Villoresi e Muzza, il Torrente Molgora e il Naviglio Martesana sia un sistema minore di torrenti, navigli, canali e rogge. Nell’attraversamento di queste aree, TEEM realizzerà una serie di interventi ingegneristici finalizzati alla tutela della funzionalità di tutti i corsi d’acqua e alla corretta gestione e trattamento delle «acque di piattaforma» (che si depositano, cioè, sulla superficie stradale). Questo con il duplice obiettivo di tutelare il fondamentale ruolo che i corsi ricoprono in questi territori e di assicurare la piena ecosostenibilità dell’infrastruttura-sistema. Inoltre, la Concessionaria TE ha siglato intese, mirate a tutelare il patrimonio idrico della Grande Milano, con le istituzioni e i consorzi incaricati della gestione dei corsi d’acqua che interessano il territorio.

IL TORRENTE MOLGORA

Il Molgora nasce in provincia di Lecco e sfocia nella Muzza tra le Province di Milano e Lodi. Esso nasce in due rami nei Comuni di Colle Brianza e Santa Maria Hoè, nel territorio del Meratese. Scende con una modesta portata e frequenti cascatelle fino a Olgiate Molgora, ove raccoglie altri piccoli corsi d’acqua e incomincia ad assumere i connotati di un torrente. Il suo corso prosegue verso Osnago attraversando la valle cui dà il nome. A Usmate Velate raccoglie le acque del Molgoretta, un piccolo corso d’acqua che scende da ovest arricchito dai ruscelli Lavandaia e Curone. A Vimercate aumenta anche la profondità. Più a valle il torrente, superata Caponago, entra a Pessano con Bornago, dove sottopassa il Villoresi ricevendone parte delle acque, con un manufatto chiamato in brianzolo e in milanese «tri boch de pessàn». Successivamente il torrente sottopassa anche il Naviglio Martesana (a Gorgonzola) con un semplice ponte che contiene naviglio e alzaia. Il Molgora scende poi verso Cassina de’ Pecchi e Melzo, delimitando il confine tra la Provincia di Milano e quella di Lodi, tra i Comuni di Truccazzano e Comazzo, fino alla confluenza nella Muzza (che a sua volta sfocia nel Fiume Adda). Il torrente e la sua valle attraversano da nord verso sud i territori percorrendo un tratto dalla lunghezza complessiva di 12 chilometri, in una zona che presenta una decisa presenza di aree agricole.

IL CANALE VILLORESI

Il Villoresi prende le acque dal Fiume Ticino, in località Diga del Pan Perduto, nel Comune di Somma Lombardo. Dopo aver percorso 86 chilometri, quasi esclusivamente nella Provincia di Milano, si butta nel Fiume Adda in Comune di Cassano d’Adda. Pensato con scopi esclusivamente irrigui a seguito della crisi delle colture connesse con la produzione della seta, il canale ora permette la distribuzione di acqua in un’area di pianura di circa 85.000 ettari per mezzo di una rete che complessivamente si estende per circa 3.000 chilometri. Per questo canale è in progetto (e parzialmente in corso di attuazione) una sorta di parco sovraccomunale a indirizzo agricolo e naturalistico. Lo scopo del parco sarà quello di preservare flora, fauna e attività
dipendenti dal corso d’acqua artificiale. Attualmente solo in alcuni tratti, come, per esempio, tra Arconate e Garbagnate Milanese, il canale è affiancato da una pista ciclabile che, una volta ultimata, rappresenterà la spina dorsale dell’intera cintura di verde che attraverserà da ovest a est le Province di Milano e di Monza e della Brianza.

IL NAVIGLIO MARTESANA

La Martesana (anche noto come Naviglio Piccolo) è uno dei navigli milanesi. Si tratta di un canale navigabile, largo dai nove ai 18 metri, profondo da uno a tre metri e lungo 38 chilometri (dei quali alcuni interrati), che collega Milano con il Fiume Adda, dal quale riceve le acque a Concesa, poco a valle di Trezzo sull’Adda. Oggi il tratto urbano del Naviglio della Martesana, coperto negli anni ’60 fino alla Cassina de’ Pomm, si congiunge in Milano con il Torrente Seveso. Nel suo percorso attraversa i territori dei Comuni di Trezzo sull’Adda, Vaprio d’Adda, Cassano d’Adda, Inzago, Bellinzago Lombardo, Gessate, Gorgonzola, Bussero, Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Vimodrone e Cologno Monzese. Entra nel territorio di Milano in via Idro, alla periferia nord-orientale della città, e scorre a cielo aperto fino a Cassina de’ Pomm, all’angolo con via Melchiorre Gioia, sotto il cui manto stradale si infossa con una brusca curva a sinistra.
 Seguendo la via, riceve il Torrente Seveso e raggiunge i Bastioni di Porta Nuova, dove dà origine al Cavo Redefossi. Il Naviglio è contemporaneamente un’opera per l’agricoltura (raccoglie le acque in eccesso, che alimentavano paludi, e ne permette la redistribuzione su terreni che ne abbisognano. Si calcola che in questo modo siano stati valorizzati oltre 25.000 ettari di terreno coltivabile), e un’idrovia navigabile che collega la città all’Adda.

IL CANALE MUZZA

La Muzza è una diramazione del Fiume Adda. Nasce a Cassano d’Adda, presso l’ex linificio, termina sempre nell’Adda a Castiglione. È il canale italiano con maggiore portata e il primo artificiale costruito nell’Italia del Nord (uno dei primi in assoluto in tutto il mondo). Il Canale Muzza tocca i territori di Truccazzano, Comazzo e Merlino e giunge alle porte di Paullo dopo aver percorso 19 chilometri. Alle porte di Paullo, ove si dividono le acque, per gettare il sovrappiù nell’Addetta, la Muzza si piega verso sud, parallelo all’Adda, toccando i territori di Mulazzano, Zelo Buon Persico e Cervignano. Per poi portarsi alla Centrale elettrica di Tavazzano e poi giù nel Lodigiano fino a Castiglione, ove rientra nell’Adda.

IL FIUME LAMBRO

Il Lambro è un fiume lungo 130 chilometri, tributario di sinistra del Po. Nasce dai monti del gruppo del San Primo, nell’alta Brianza Comasca (in provincia di Como), appena sopra il Ghisallo. Il fiume attraversa anche tutta la zona est di Milano scorrendo tramite un sifone sotto la Martesana e ricevendone anche una parte delle acque. Da qui in poi il fiume riceve acque, oltre che da scarichi di varia natura che ne accrescono artificialmente la portata, da centinaia di torrentelli. In particolare, giunto a Melegnano, il Lambro riceve le acque della Vettabbia, arricchite 100 metri più a monte da quelle del Cavo Redefossi, entrando poi alcuni chilometri a valle nei confini del Lodigiano. Con corso più lento, il fiume attraversa in seguito Sant’Angelo Lodigiano ricevendo da destra il Lambro meridionale, un colatore che rappresenta il ramo continuativo principale del Fiume Olona oltre Milano. 
Con portata quasi raddoppiata, il fiume prosegue lento bagnando il centro di San Colombano al Lambro e fungendo per un brevissimo tratto da confine fra le Province di Lodi e Pavia. Una volta giunto nei pressi di Orio Litta, confluisce da sinistra nel Po.

IL FIUME ADDA

L’Adda nasce a nord di Bormio, a 2.253 metri di altezza, da laghetti montani; poi nel suo corso sfocia nel Lago di Como per uscire, dopo 42 chilometri, dal ramo di Lecco, riprendendo la sua corsa tra monti, colline e pianure e dirigendosi verso il Po. Fino a Cassano l’Adda rimane incassato tra alte sponde, correndo veloce tra orridi e canaloni. Giunto in pianura, punta verso Lodi, poi nei pressi di Cremona e precisamente a Castelnuovo Bocca d’Adda, si getta nel Po dopo aver percorso ben 313 chilometri. L’Adda bagna a destra Comazzo per circa cinque chilometri, lasciando alcuni terreni sulla sinistra. Passa in mezzo al territorio di Merlino per più di tre chilometri incontrando anche i cascinali Risorgenza, Predazzo e Bezzecca. Poi tocca, per un breve tratto a sinistra e per più di sette chilometri a destra, il territorio di Zelo Buon Persico e per un chilometro il territorio di Cervignano d’Adda.