TE ufficializza la firma del finanziamento ponte da 120 milioni di euro Marano: «Avanzamento dei lavori garantito fino alla chiusura del senior»

A cinque mesi dall’apertura dei cantieri di TEEM già creati 700 nuovi posti di lavoro E BEI apre una due diligence per valutare l’erogazione di un contributo dell’Europa

Milano, 12 novembre 2012 – L’Amministratore Delegato di Tangenziale Esterna SpA Antonio Marano ha ufficializzato oggi di aver firmato, su mandato del Consiglio di Amministrazione, il contratto per il finanziamento ponte da 120 milioni di euro erogato, in quote paritetiche (40 milioni di euro), dagli Arranger Banca IMI, Banca Popolare di Milano e Centrobanca-UBI.

 L’AD Marano ha comunicato l’effettiva disponibilità del bridge loan da parte della Società (è maturata oggi a seguito della sigla sul contratto apposta il 7 novembre scorso) nell’ambito di una conferenza stampa svoltasi presso lo Studio del Legal Advisor Bonelli Erede Pappalardo.

All’incontro, oltre all’AD Marano, sono intervenuti: il Responsabile Project Public Finance di Banca IMI Maurizio Pagani; il Vicedirettore Imprese di BPM Claudio Stefani; il Direttore Finanziamenti e Finanze Strutturate di Centrobanca-UBI Alberto Beretta; la Responsabile Banking&Project Finance di Bonelli Erede Pappalardo Catia Tomasetti; il Partner di Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners Eugenio Grippo; il Presidente del Consorzio Costruttori TEEM Michele Longo.

All’inizio dell’evento, l’AD Marano ha ringraziato i componenti dei team banche e dei costruttori (Marco Ruju, IMI, Luca Zerbo, BPM, e Rocco Magri, CCT) che hanno consegnato un «assegnone» simbolico di 120 milioni di euro a scandire l’avvenuta immissione dei fondi sul conto di TE.

Com’ha sottolineato l’AD Marano, l’accensione del finanziamento ponte e l’aumento di capitale da 100 a 220 milioni di euro (è stato deliberato il 12 settembre scorso dall’Assemblea Straordinaria dei Soci di TE), che gli Arranger avevano posto come principale condizione (term sheet) all’erogazione del bridge loan, consolidano fortemente l’architettura economica della Società.

TE, com’è noto, ha come oggetto sociale la progettazione, la realizzazione (senza alcun contributo pubblico rispetto ai due miliardi di investimenti compresi gli oneri finanziari interamente assicurati da soggetti privati) e la gestione per cinquant’anni dall’entrata in esercizio della Tangenziale Est Esterna di Milano.

Finanziamento ponte e aumento di capitale permetteranno, insomma, alla SpA (57% TEM, 15,5% Impregilo, 7,9% Pizzarotti, 4,1% Coopsette, 4% CMB, 4% UNIECO, 3,2% CMC e altri) di garantire l’avanzamento dei lavori intrapresi l’11 giugno scorso (12 i cantieri già aperti lungo territorio dei tre lotti) ben oltre il closing del finanziamento senior da 1,42 miliardi di euro, previsto per il terzo trimestre del 2013.

Negli stessi mesi, ossia, nei quali TEEM, passando dallo stato di opera in costruzione (green field) a quello di infrastruttura in esercizio (brown field), consentirà a TE di esigire il pedaggio lungo l’Arco TEEM (7,3 chilometri). Opera senza la quale BREBEMI, che verrà inaugurata entro il 2013, non potrebbe connettersi con la rete viabilistica autostradale e ordinaria del Milanese e di Milano.

La disponibilità del bridge loan non va, dunque, inquadrata nell’ottica ristretta della provvista finanziaria a breve generata dalla chiusura della prima fase di finanziamento, peraltro intrapreso dalla Concessionaria nel gennaio scorso con l’affidamento a IMI dell’incarico di Arranger poi esteso a BPM e Centrobanca-UBI.

Risulta, infatti, più giusto incorniciare l’erogazione del «ponte» nel grandangolo costituito dalla credibilità riconosciuta a TE dal pool di istituti di credito coinvolti nonostante il perdurare della crisi economica abbia ridotto all’osso gli interventi delle banche nel finanziamento di grandi opere.

L’aspirazione di TE ad affermarsi come volano di occupazione e di crescita appare, d’altra parte, suffragata dalla qualità del Piano Economico Finanziario di TEEM, basato sul ricorso in parallelo a strumenti già rodati, come il bridge loan, appunto, e il project financing, e innovativi, come il project bond; dal pregio del Progetto Esecutivo approvato dal CdA il 31 ottobre scorso (gli investimenti non sono lievitati di un euro, caso raro in Italia, rispetto al Definitivo); dall’eccellenza dei Soci di TE; dal valore degli Arranger (straordinaria la professionalità e l’impegno evidenziati dai team impiegati); dalla classificazione dell’opera tra le infrastrutture di importanza strategica inserite dall’Unione Europea nell’elenco TEN-T (Trans European Network-Transport).

La trasposizione dalla carta millimetrata alla realtà di TEEM (32 chilometri di tracciato autostradale da Agrate Brianza a Melegnano, 38 di nuove arterie ordinarie, 15 di strade esistenti riqualificate e 30 di piste ciclabili costruite ex novo) entro il 2015 di Expo va, del resto, ritenuta una risposta anticiclica alla congiuntura che ha colpito pure l’Area Metropolitana, cuore e motore produttivo del Paese.

A cinque mesi dall’apertura dei cantieri, la realizzazione di TEEM ha già creato 700 nuovi posti di lavoro. Si tratta di un risultato in linea con le proiezioni in ordine a occupazione (28.000 nuovi posti di lavoro) e sviluppo (contributo alla formazione del PIL stimato in +0,3% su scala nazionale, +1,4% su base lombarda e +2,8% riguardo l’Area Metropolitana) elaborate all’avvio di quest’infrastruttura integrata con il territorio e auspicata soprattutto dai pendolari, che invocano la costruzione non solo di Tangenziali ma pure di nuove Strade Provinciali e Comunali. Tali grandi opere, data l’esiguità degli stanziamenti pubblici, sarebbero destinate a rimanere nel mondo al netto dell’intervento di TE finanziato esclusivamente da soggetti privati.

 

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