Milano, 29 settembre 2017 – L’utilizzo nel passato prossimo (2012-2016)? Cava di prestito attivata per rifornire di ghiaia e sabbia a chilometro zero i limitrofi cantieri di A58-TEEM e delle strade a percorrenza gratuita connesse all’Autostrada Agrate Brianza-Melegnano.

L’uso nel presente? Oasi naturalistica per l’avvistamento, intrapreso nel gennaio 2017 e mai interrotto nel corso dell’anno, delle 70 specie di uccelli acquatici censite, all’interno dell’area, dagli esperti del WWF e di organizzazioni locali.

La destinazione futura? Santuario del bird-watching, di proprietà del Comune ma gestito, a partire dal 2018, da un’associazione ambientalista, in grado di richiamare sul territorio migliaia di appassionati generando, di riflesso, nuovi posti di lavoro.

La storia del sito di Pozzuolo Martesana (MI), che, stamattina, è stato visitato da un gruppo di ornitologi, sembra confermare l’attendibilità del postulato fondamentale di Antoine-Laurent de Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma».

Nel senso che, se è vero che l’escavazione ha prodotto un abbassamento del piano di campagna, lo è altrettanto che nulla s’è distrutto perché un lago ha coperto la superficie della cava e tutto s’è trasformato in una riserva di 340.000 metri quadrati.

La legge di conservazione della massa di De Lavoisier pare, insomma, fornire l’ottica più corretta in cui inquadrare l’insediamento di volatili nel perimetro che Tangenziale Esterna SpA, allo stop dei lavori, ha riqualificato nel rispetto degli impegni assunti.

Gli ornitologi ritengono, infatti, che la nidificazione dell’avifauna nella porzione più riparata del bacino sia spiegabile con il combinato disposto tra pulizia dell’acqua e piantumazioni effettuate ex novo dagli agronomi del Consorzio Costruttori TEEM.

L’abbinamento di questi elementi avrebbe plasmato, secondo l’ipotesi ribadita oggi dai bird-watcher convenuti nell’ex cava di prestito, un habitat così ideale da attrarre, in pochi mesi, 400-500 esemplari di uccelli appartenenti a specie più o meno diffuse.

Tanto rare da essere considerate a rischio di estinzione dagli specialisti, che certificano la presenza di appena 60 soggetti in Lombardia, sono le sei moretta tabaccata avvistate pure stamattina e diventate le star dei safari fotografici effettuati nell’area recintata.

Ma gli appassionati, che accedono all’oasi dal vicino casello A58-TEEM (32 chilometri raccordati a nord con A4 Torino-Venezia, al centro con A35 BreBeMi e a sud con A1 Milano-Napoli), convergono a Pozzuolo pure per osservare altre specie.

Immortalati da binocoli e teleobiettivi, «armi» d’ordinanza dei bird-watcher, risultano, del resto, pure il cavaliere d’Italia, il moriglione, lo svasso (piccolo e maggiore), il tuffetto, la marzaiola, il mestolone, l’airone cinerino, il guardabuoi e il gruccione.

«Abbiamo riscontrato concentrazioni importanti di volatili già a partire dal gennaio scorso – ha dichiarato Antonio Delle Monache, coordinatore regionale delle guardie venatorie del WWF -. Le nidificazioni di ben determinate specie, apparse evidenti in primavera, sono, a mio avviso, ascrivibili alla qualità degli interventi attuati allo scopo di rinaturalizzare le sponde del lago emerso durante l’escavazione».

«Nell’ambito di un censimento promosso a livello nazionale, – ha aggiunto Fabio Cologni, responsabile logistica del WWF Lombardia -, stiamo monitorando la situazione attraverso sopralluoghi periodici. I dati ricavati vengono messi a disposizione dei bird-watcher di tutto il mondo tramite la pubblicazione sul sito ornitho.it. L’avvistamento più sorprendente? A parte le moretta tabaccata, quello di uno svasso albino».

Là dove, sino a giugno 2016, c’erano solo draghe, ruspe e tecnici dotati degli attrezzi usati per l’estrazione ora, a seguito di una trasformazione ambientale attuata in 18 mesi e finanziata con capitali privati, si trovano unicamente uccelli, ornitologi e binocoli.

Il 2018 dell’ex cava si profila, dunque, sotto il segno della riserva di proprietà del Comune, cui TE SpA ha liquidato i diritti di estrazione pattuiti, ma affidata in gestione, attraverso regolare bando di evidenza pubblica, a un’associazione ambientalista.

«Da subito renderemo, tramite un’apposita ordinanza da emanare nei prossimi giorni, più severo il divieto di caccia nella zona circostante l’area – ha anticipato il sindaco di Pozzuolo Angelo Caterina -. Poi provvederemo alla pubblicazione di un bando che solleciterà le organizzazioni protezionistiche a esprimere manifestazioni d’interesse per la gestione dell’oasi. Rimaniamo convinti, d’altra parte, che una riserva ambientale, peraltro facilmente raggiungibile con A58-TEEM, il Passante ferroviario e i percorsi ciclopedonali, rappresenti una risorsa insperata per le comunità locali. E non solo a livello di fruibilità per i cittadini di un nuovo polmone verde e di attività didattica sul campo per gli allievi delle scuole. Basta, difatti, vedere i documentari sul bird-watching per capire che tale hobby, se alimentato dal tam tam degli appassionati e dalla competitività fra i praticanti, può fornire impulso ai settori alberghiero, ristorativo e trasportistico fungendo da volano per lo sviluppo e l’occupazione».

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