Milano, 11 ottobre 2018 – Il divieto di caccia vigente all’interno delle riserve protette realizzate da Tangenziale Esterna SpA nei pressi dei Caselli di Pozzuolo Martesana e Vizzolo Predabissi è stato esteso, su richiesta dei Comuni, da Regione Lombardia sino a 300 metri dalle recinzioni che sigillano le ex cave trasformate in santuari dell’avifauna.

L’istituzione di zone off-limits per le doppiette, oltre a tutelare le 60 specie censite dagli ornitologi nei siti e ad accreditare la qualità degli interventi ecologici attuati dalla Concessionaria nell’ambito del completamento di opere compensative per il territorio, garantisce ai bird-watcher il diritto di effettuare safari fotografici in tutta sicurezza.

Proprio gli appassionati di avvistamenti, che, nei week-end, percorrono A58-TEEM diretti ai luoghi in cui possono inquadrare negli obiettivi pure volatili a rischio d’estinzione, avevano auspicato, d’altra parte, l’adozione di misure finalizzate a mettere la categoria al riparo dai troppi incidenti venatori verificatisi dall’apertura della stagione in avanti.

La proibizione anche nelle aree antistanti le oasi ambientali va spiegata, dunque, con la duplice esigenza di salvaguardare maggiormente gli uccelli dal pericolo di finire impallinati non appena sorvolate le reti e di circoscrivere i contatti ravvicinati tra i bird-watcher, appostati dietro le barriere, e i cacciatori, impegnati in battute a vasto raggio.

Il fatto che i Municipi abbiano invocato multe salate per i trasgressori suffraga, inoltre, l’idea che i residenti considerino, ormai, i bacini patrimoni da difendere non solo nell’ottica di sviluppare il turismo sostenibile ma pure nella prospettiva di valorizzare la biodiversità con il coinvolgimento di associazioni animaliste nella gestione delle riserve.

Gli ambientalisti lombardi ritengono, del resto, che la riqualificazione delle ex cave di Pozzuolo e Vizzolo, utilizzate, sino al 2016, per rifornire di ghiaia i cantieri dell’Autostrada, abbia plasmato un habitat adatto alla riproduzione di molte specie acquatiche grazie al combinato disposto tra efficaci piantumazioni e funzionali sponde.

Questi elementi, combinati con la sostanziale pulizia dei laghetti creati dalle escavazioni e con il divieto di caccia disposto, da subito, dentro i perimetri blindati dalle recinzioni, avrebbero attratto, secondo l’ipotesi avanzata da autorevolissimi specialisti, quasi un migliaio di esemplari stanziali poi classificati in specie di volatili più o meno diffuse.

Per quanto riguarda il santuario di Pozzuolo, le prime osservazioni sistematiche, peraltro condotte, nel 2017, da guardie ecologiche e responsabili del WWF, certificarono la presenza di sei rare morette tabaccate (appena 70 soggetti registrati nell’intera Lombardia), e di cavalieri d’Italia, tuffetti, marzaioli, guardabuoi e falchi di palude.

Per ciò che concerne l’oasi di Vizzolo, i censimenti avviati, sin dal 2016, su iniziativa degli attivisti di vari gruppi (GROL, TILT e Carengione) documentarono il sorprendente passaggio di una famiglia di cigni neri, originari della Nuova Zelanda, e l’inaspettata nidificazione di gruccioni, aironi cinerini, svassi maggiori, mestoloni e germani reali.

«Abbiamo convinto il Pirellone ad allargare i limiti dell’interdizione all’attività venatoria e a inasprire le sanzioni per i cacciatori inadempienti – dichiara il sindaco di Pozzuolo Angelo Caterina -. E presto pubblicheremo un bando teso a invitare le organizzazioni protezionistiche a esprimere manifestazioni d’interesse per la gestione del nostro sito».

«Nel 2017 abbiamo cercato di tutelare l’avifauna dalle doppiette emanando un’apposita ordinanza comunale – aggiunge il vicesindaco e assessore all’Ambiente di Vizzolo Luisa Salvatori -. Quest’anno abbiamo sentito, invece, il bisogno di un provvedimento su scala regionale che sensibilizzasse pure chi non abita in paese a evitare eccessi e pericoli».

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