FINITO IL RESTAURO DI SAN BIAGIO IN ROSSATE, FINANZIATO DA TE. SCATTA IL COUNT-DOWN VERSO L’APERTURA IL 2 LUGLIO.

///FINITO IL RESTAURO DI SAN BIAGIO IN ROSSATE, FINANZIATO DA TE. SCATTA IL COUNT-DOWN VERSO L’APERTURA IL 2 LUGLIO.

FINITO IL RESTAURO DI SAN BIAGIO IN ROSSATE, FINANZIATO DA TE. SCATTA IL COUNT-DOWN VERSO L’APERTURA IL 2 LUGLIO.

Milano, 13 luglio 2016 – L’incontro pubblico «San Biagio di Rossate, conto alla rovescia verso la riapertura-Storia del restauro e restauro della storia di un tesoro bramantesco» che s’è tenuto in mattinata presso il Municipio di Comazzo (LO) ha scandito l’inizio del conto alla rovescia verso la riapertura della chiesa dopo due anni di lavori finanziati da Tangenziale Esterna SpA con 1,5 milioni di euro e verso l’inaugurazione delle piste ciclabili connesse.

Durante le loro relazioni incardinate sulle indagini archeologiche che retrodatano al XII Secolo l’esistenza di San Biagio, sia il parroco di San Bassiano in Lavagna don Piergiacomo Gazzola sia i componenti del Team Recupero Conservativo Francesco Mazzola, Franco Pallanza e Francesca Moroni hanno, del resto, confermato che il luogo di culto verrà restituito ai fedeli e alla cittadinanza tutta a partire dalle 11 del prossimo 2 luglio.

Contestualmente, com’ha sottolineato Luciano Minotti (Ufficio Tecnico di TE), entreranno in esercizio diversi dei nuovi percorsi ciclopedonali (quasi dieci chilometri di sviluppo totale) realizzati, nell’ambito del Progetto Speciale Ambientale da otto milioni di euro «Muzza-Rossate», dal Consorzio Costruttori A58-TEEM con l’obiettivo dichiarato di valorizzare il tesoro bramantesco ponendolo al centro di una rete di itinerari culturali fruibili soprattutto in virtù del potenziamento attuato sulla mobilità dolce locale.

Va registrato, intanto, che a Rossate-Lavagna, frazione del Comune di Comazzo e terra di confine tra l’Est Milanese, il Nord Lodigiano e l’Adda, alla fine del ‘400 Donato Bramante incastonò una delle sue più preziose gemme dell’età giovanile. Nel disegnare l’Oratorio di San Biagio il grande architetto adotta, pur nella semplicità delle linee indotte dall’inserimento in un contesto tuttora agricolo, alcune delle soluzioni messe in pratica con il capolavoro di San Pietro in Vaticano. L’intero complesso si può considerare, insomma, una prova generale del Bramante. Le strutture, assolutamente innovative per l’epoca, evidenziano la conoscenza ingegneristica tipica dell’architetto.

Il restauro conservativo della chiesa non era, tuttavia, auspicato solo dagli appassionati di arte sacra ma anche dalle migliaia di fedeli che, ogni anno, si recano all’Oratorio per pregare davanti all’antico Crocifisso ligneo custodito all’interno di San Biagio. Esso è considerato uno dei simboli di devozione cristiana più conosciuti del Lodigiano.

Il recupero s’è articolato in una campagna diagnostica, nel consolidamento strutturale, nell’intervento materico e decorativo nonché nell’adeguamento degli impianti. Questi aspetti saranno approfonditi durante la cerimonia d’inaugurazione. Oggi, invece, l’analisi dei relatori ha riguardato principalmente i reperti emersi durante i lavori. Stefania De Francesco (Sovrintendenza ai Beni archeologici della Lombardia), ha scritto: «L’esistenza di un popolo antico del territorio di Comazzo e dei Comuni circostanti è confermata da numerosi ritrovamenti archeologici effettuati negli ultimi anni, in particolare durante le indagini preliminari alla realizzazione di A58-TEEM. Soprattutto per l’età romana, sepolture e piccole necropoli, insediamenti agricoli, aree artigianali e produttive, tracce della centurazione (la divisione dei campi) testimoniano una capillare frequentazione di un territorio a vocazione prevalentemente agricola».

Lo studio dell’età dei mattoni di San Biagio ha, infine, mostrato come l’oratorio sia stato costruito riutilizzando mattoni di altri edifici. Pratica, peraltro, molto in uso ai tempi. I mattoni vennero recuperati da edifici costruiti nella seconda metà del XII secolo, a metà del XIV secolo e alla fine del XV secolo. Questo significa che a Rossate si investiva costruendo edifici di un certo pregio in almeno tre momenti distinti: dopo la sconfitta del Barbarossa, sotto i Visconti e sotto gli Sforza. Non va assolutamente ritenuto un caso, dunque, se qui venne costruita la chiesa progettata dal Bramante che, dal 2 luglio, risulterà di nuovo fruibile grazie all’investimento sostenuto dalla Concessionaria nell’ambito del finanziamento di tutte le opere di compensazione per il territorio integrate ad A58-TEEM.

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2016-06-13T15:05:19+00:00 giugno 13th, 2016|Comunicati stampa|