28/09/2012

 

L’Assemblea dei Soci di Tangenziale Esterna SpA (57% TEM, 15,5% Impregilo, 7,9% Pizzarotti, 4,1% Coopsette, 4% Cmb, 4% Unieco, 3,2% Cmc e altri) ha deliberato a maggioranza (97,5% degli Azionisti) l’aumento di capitale di 120 milioni di euro (sale dagli attuali 100 a 220 milioni di euro da sottoscrivere entro il 31 marzo 2013).

L’adozione di tale provvedimento risultava inclusa tra le condizioni (term-sheet) alle quali, tra fine luglio e inizio agosto, il pool di banche (IMI, BPM e UBI-Centrobanca) coinvolto dagli arranger (BIIS, BPM e UBI-Centrobanca) avevano subordinato, attraverso i rispettivi Comitati di Credito, l’erogazione di un finanziamento ponte da 120 milioni di euro alla Società incaricata di progettare, realizzare e gestire in concessione per cinquant’anni dall’entrata in esercizio la Tangenziale Est Esterna di Milano.

La decisione assunta, che, peraltro, segue la delibera di aumento di capitale (72,4 milioni di euro) da parte dell’Assemblea Straordinaria dei Soci della Controllante TEM (32,8% Milano Serravalle, 26,4% Autostrade per l’Italia, 15,4% Asam, 9,2% Satap, 8,2% Autostrade Lombarde, 5,1% Intesa San Paolo e 2,7% Impregilo), rappresenta l’ultimo passaggio in seno agli organi societari dell’iter di approvazione del finanziamento ponte intrapreso, in coincidenza con il rinnovo (aprile scorso) del Consiglio di Amministrazione, dalla Concessionaria in sinergia con i team ad altissima competenza tecnica deputati dagli istituti di credito interessati a valutare un Piano Economico Finanziario complesso e del tutto privo di contributi pubblici.

L’accensione di un bridge loan, strumento finanziario scelto da TE per garantire lo stato di avanzamento dei lavori sino al closing del project financing da 1,4 miliardi di euro affidato agli arranger, si concretizzerà, dunque, nei prossimi giorni contestualmente alla firma del Contratto sottoposto a TE dal pool di banche eroganti.

Il 30 agosto scorso il CdA della Concessionaria, dopo aver approvato a maggioranza (un voto contrario) il term-sheet frutto dell’impegno profuso dal management aziendale nelle trattative con gli istituti di credito, s’era, del resto, premurato di affidare al Presidente Raffaello Berardi e all’Amministratore Delegato Antonio Marano il compito di sottoscrivere «al più presto» il Contratto proposto da IMI, BPM e UBI-Centrobanca (quote paritetiche da 40 milioni di euro).

La costruzione di TEEM (32 chilometri di tracciato autostradale da Agrate Brianza a Melegnano, 38 di arterie ordinarie ex novo, di 15 di strade esistenti riqualificate e 30 di nuove piste ciclabili), incominciata l’11 giugno scorso con l’apertura dei cantieri, comporterà, com’è noto, due miliardi di euro di investimenti (compresi gli oneri finanziari), che verranno interamente finanziati da soggetti privati.

La disponibilità del bridge loan va inquadrata non solo nell’ambito della provvista a breve necessaria per assicurare l’avanzamento dei lavori inerenti l’«Arco TEEM» (i 7,3 chilometri progettati per consentire a BREBEMI di connettersi con il sistema viario dell’Area Metropolitana permetteranno alla Concessionaria di esigire i pedaggi lungo questo collegamento già a partire dal gennaio 2014) e l’intera tratta ma pure nell’ottica di un Piano Economico Finanziario basato sul ricorso, in parallelo, a strumenti già rodati, come il finanziamento ponte, appunto, e il project financing, e innovativi, come il project bond.

Un’architettura finanziaria così delineata accredita, insieme con la qualità del progetto, l’eccellenza dei Soci e la classificazione di TEEM fra le opere di importanza strategica inserite dall’Unione Europea nell’elenco TEN-T (Trans European Network-Transport), l’aspirazione di TE ad affermarsi anche come la prima Concessionaria del Paese a sperimentare il project bond italiano ed europeo per favorire l’attivazione del volano economico sempre innescato dalla costruzione delle grandi opere.

La realizzazione di TEEM entro il 2015 di Expo va, d’altra parte, ritenuta una risposta anticiclica alla crisi economica che ha colpito pure l’Area Metropolitana, cuore e motore produttivo del Paese. La costruzione di quest’infrastruttura integrata con il territorio e auspicata soprattutto da milioni di pendolari genererà, infatti, non solo miglioramenti nella qualità dell’ambiente e nello stile di vita ma pure impulso all’occupazione e alla crescita (creazione di 28.000 nuovi posti di lavoro; contributo alla formazione del PIL stimato in +0,3% su scala nazionale, +1,4% su base lombarda e +2,8% riguardo l’Area Metropolitana).